Quando il Roero si siede a un tavolo per approfondire temi, ed elaborare soluzioni
“Dietro ogni problema c’è un’opportunità”: così recitava una frase attribuita a Galileo Galilei e poi, in tempi moderni, a Franklin Delano Roosvelt. Dalle analisi sulle situazioni esistenti, alla capacità di voler proporre soluzioni, ne ha preso certamente spunto l'Ordine dei Cavalieri di San Michele del Roero: ogni volta suggerendo motivi d'incontro e di confronto con gli “addetti ai lavori”, le istituzioni, la popolazione stessa.
Per crescere, per portare a compimento il proprio fondamentale ruolo: tutto ciò -anche- in una serie di convegni e tavole rotonde che rappresentano un po' una sorta di punteggiatura morale nella in una missione lunga quarant'anni, e sempre promossa con vigore dal Consiglio Reggente, con le diffrenti Commissioni competenti, e con la costante spinta del Gran Maestro Carlo Rista. Si era iniziato già nel 1985, con il meeting “I grandi vini. Il Roero: una realtà. L'Arneis: il futuro”, collaborando con la Pro Loco di Vezza d'Alba -partner costante in questa lunga serie di eventi- ma anche la Bcc vezzese, anticipando argomenti poi destinati a vivere sulla cresta dell'onda enoica ed economica di questo territorio.

E si era proseguito nel 1994 con “Roero, quale futuro? Tra occupazione ed ambiente, turismo, nuova opportunità”, lavorando all'epoca con il Lions Club, in un periodo in cui l'attrattiva per i visitatori tra queste colline costituiva ancora una parziale chimera. Si era visto lungo, in tale frangente: così come nel 1996 con “Intervento edilizio, contributo determinante alla valorizzazione paesaggistica del Roero”, quando le orbite dell'Unesco, del Codice del Paesaggio e la nuova concezione dell'urbanistica -sul piano nazionale e regionale- erano ancora ben lungi da ruotare da queste parti. Ne erano scaturiti testi ed atti, tuttora a disposizione di tutti, nell'archivio dei Cavalieri: e analogamente si era tenuta questa linea più in là, nel 2009, nell’importante convegno “Paesaggio e luoghi del lavoro” dove, con l’eccellente apporto del Politecnico di Torino e di specialisti nel settore, si erano proposte riflessioni ed esperienze atte ad accompagnare con maggiore oculatezza le trasformazioni del territorio. Un Roero “ampio” a livello di potenzialità: che, nello stesso anno, aveva portato a Vezza d'Alba ad un momento di riflessione sulla necessità di rendere sempre più adeguata ai tempi, nel Roero, la cultura della ricettività alberghiera, extra alberghiera e dell’engastronomia, tra tradizione ed innovazione, nel segno della qualità. Un anno dopo, stesso contesto, altro tema-clou: quello del tartufo, in un simposio capace di radunare una numerosa rappresentanza di cultori non soltanto del pregiato fungo ipogeo, ma in generale, della promozione del nostro territorio e delle sue risorse: sindaci, amministratori, presidenti di Pro loco, giornalisti, curiosi e, naturalmente, trifulau.
Nel 2012, a Montà, emerse qui una particolare sensibilità alle problematiche connesse alla sicurezza nella circolazione stradale e nella vita civile: che portò i Cavlieri, con l’apprezzata collaborazione dell’Associazione dei Sindaci, a proporre su questo tema una carrellata di notevoli competenze e testimonianze esperte, con il convegno “Roero Sicuro nella viabilità e nell'ordine pubblico”. Nel medesimo anno, a Vezza, si affrontò di petto la piaga della flavescenza dorata della vite, con addetti ai lavori di provata comptenza. Rimarchevole, poi, nel 2013, l'episodio di “Giovani in Roero Giovane” finalizato ad avanzare e condividere riflessioni e proposte sull’occupazione giovanile, prima sortita ufficiale della Commissione Giovani Cavalieri capitanata dall'attuale cerimoniere e webmaster ufficiale, Paolo Rosso. Dai toni “epocali”, poi, quanto accadde nel 2014 a Canale sotto la spinta dei cavalieri Dante Maria Faccenda e Bruno Geraci: in un doppio convegno con 600 studenti delle scuole roerine, insegnanti, educatori e famiglie, il quale ebbe lo scopo di approfondire gli aspetti positivi, ma anche i gravi pericoli insiti nel sempre più diffuso utilizzo dei social network. Ne trattiamo a parte su questo numero speciale: tanto per donare una cifra di un Ordine “avanti con i tempi”. Quel momento di confronto fu vissuto peraltro sotto l’alto patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca. Due mesi dopo, ancora una volta ospiti della Fiera Regionale del Tartufo di Vezza d'Alba, si parlò di “Unesco, opportunità per il Roero”: per parlare di ciò che -è un dato di fatto- fu un traguardo, ma una partenza, per costruire con un progetto mirato al recupero totale e adeguato dei borghi, cercando anche di individuare le zone che hanno dato origine al vitigno autoctono “Arneis”. Ciò, evolvendosi poi un anno dopo in un altro momento di confronto sviluppato presso l'Enoteca di Canale.

E poi, nel 2018, l’opera corale di “Multiforme Roero: dalle rocche selvagge alle eccellenze produttive” brillantemente sviluppato da un tavolo di relatori il cui livello culturale, di competenza ed esperienza è riconosciuto ben oltre i confini dell’Albese e del Roero, coordinato nell'occasione dal giornalista Gian Mario Ricciardi. E infine -ma è solo questione di ordine di tempo- il partecipato convegno promosso alla fine della prima- vera del 2019 dall’Ordine in sinergia con l’Associazione Valorizzazione del Roero e l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, presso il Circolo della Stampa di Torino, con il coordinamento dei cavalieri Paolo Chiavarino Valerio Rosa, per tratteggiare ai giornalisti torinesi, quali ideali interlocutori e potenziali portavoce, la realtà Roero, non soltanto nei suoi paesaggi vitivinicoli patrimonio dell’Umanità, ma a tutto campo nelle sue eccellenze culturali, turistiche e enogastronomiche. Non solo parole, ma azione propositiva concreta.
